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(a leggere questa in italiano scroll a baso….xj)

Today is a hard day for many of my new Calabrian friends– April 25 is the day Italy traditionally celebrates as an end to the Nazi occupation of WWII and capture and execution of Mussolini.

But according to the posts on Facebook from those I’ve been fortunate enough to begin to interact with, very much on people’s minds are poverty, a rising suicide rate, and a wide class and economic division still between northern and southern Italy.

I am not a scholar of what happened to Europe and in particular to Italy during WWII.  I traveled to Calabria in 1973 to be with a young Calabrese I had met in Verona.

I spent ten days with him in Reggio Calabria before we wound our way back north.  During that time I was immersed in his loving and amazing family life–pampered to death.  Not only was our intimacy something to remember for a lifetime, giving me a trove of material for my poems, but I will never forget the open-heartedness of the Calabrian people.

One day we took a drive and hiked into the Aspromonte– a mountain ridge bisecting Calabria.  My lover told me about his people, teaching me “Bella Ciao Ciao Ciao”– the Song of the Resistance-– thousands of men and women lost their lives in ridding Italy of the Nazis.  He wrote the lyrics to the song in my journal and it is a great regret for me that the diary was lost in one of my moves from Minnesota back to Colorado in the late seventies.

Four years ago I wrote a memoir of my/our journey, Nightfall in Verona, posting it to its own blog.  In the midst of this process, I learned something that devastated me:  that in the 80’s and 90’s the Calabrian Mafia– the ‘Ndrangheta— had literally re-occupied the south, that some 900 people had been killed in a blood-bath, that the toehold of these ruthless people extended to running opium in the beautiful coastal waters– the Costa Viola, the Ionian and Tyrrhenian Seas– and dumping toxic waste therein on contracts, some accounts say, with the Russians.  Well into the nineties anti-Mafia judges were gunned down in broad daylight.

I learned that for a number of years the townspeople in the exquisite terraced villages had to pay “protection money” to the dons in their communities.  I learned terms like omerta’– the code of silence.  In the words of the Italians: che vergogna— what shame!

I was panic-stricken over what had become of my lover and I tried to find him.  I have yet to succeed.  Meanwhile, I’ve connected with about six people all of whose experience of life in Calabria is very different; one woman, an accomplished writer and editor I admire very much for her bravery in uprooting herself from her American life, forging a life for herself in her ancestral town, who took umbrage when I asked her if she felt safe– she blogs about the beauties of Calabria, which confused me until I realized that the young adults I interact with on Facebook now wish not to be indentified with  or reminded of all of that squalor. Who can blame them?

There are exceptions.  One Guiseppe Candido– the name of my lover but not the same man– I did find, is an activist with a blog confronting the injustices of his region including that of the sordid events that happen with less frequency now– namely honor killings/assassinations of various kinds. Sr. Candido is admired by none other than Robert DiNiro and Al Pacino..and I humbly/proudly state, a Facebook friend.

Another notable exception was the rise of a youth movement, Amazzatezzi Tutti (Kill Us All) that campaigned against the ‘Ndrangheta with demonstrations and education campaigns.  There is no doubt this activism drew more attention to the plight of southern Italy and Calabria in particular; last year the carbinieri made  a massive arrest of alleged mafiosi who had been entrenched in the villages, operating under cover of various enterprises, for many years.  But, like mushrooms and cancer, they’ll be back, and indeed one must believe that some vestiges of the vendetta tradition remain.

When I grasped the whole situation, mid-memoir, I chose to finish the project without exploring the state of affairs while I was in Reggio and later on in Verona, Rome and Turin. I was telling the story of a love affair embodied in one young man and his people– I stand by my portrait of Italian life as I experienced at the time and tried to render it in my memoir.

Subsequently I drafted a novel, La Rosa di Scilla/The Rose of Scylla– set not too improbably in the seventies, in which a young U.S. activist and her Italian husband take on a ruthless don I named “The Fly.”  The manuscript has been lying in wait for revision.

Political landscapes change but the heart of the people remembers, mourns and celebrates.  Hence today, even with Berlusconi out, many across Italy but especially in Calabria are speaking to each other about the grim realities of their own and others’ lives.

My heart bleeds.  Calabria is a region that dates back to the Greco-Roman period and many years earlier. Its people have endured earthquakes, wars, poverty, terror and divisions with the north, but nevertheless, both because of and in spite of such things, they are strong, beautiful and proud.  If I could teleport myself anywhere in the world it would be to a small villa in a Calabrian seacliff town– I would go with a laptop and a change of clothes on a moment’s notice.  I’m only now finishing up two manuscripts of poetry whose focus is very much the Italy giving rise to opera, “bei sogni”– beautiful dreams, the likes of the great mezzo Cecilia Bartoli– a consummate inter-generational love of life and beauty.  I did write something of a contemporary epic about the desecration of this gorgeous country–but as time has gone on, I have returned to lyric work that celebrates il bel paese.

Ecco– or’ puoi lo leggere il mio post in Italiano– grazie in molto a Google Translate– ‘spero che capicisti….. si piace scrivimi alla Facebook o jenneandrews2010@gmail.com–

Ciao, Bella..
Oggi è un giorno difficile per i miei nuovi amici calabresi – 25 aprile è il giorno tradizionalmente come l’Italia celebra la fine della occupazione nazista della seconda guerra mondiale e la cattura e l’esecuzione di Mussolini.

Ma secondo i messaggi su Facebook da quelli che ho avuto la fortuna di cominciare a interagire con, molto sulla mente delle persone è la povertà, un tasso di suicidi in aumento, e una divisione di classe ampia e la divisione economica ancora tra nord e sud Italia.

Io non sono una studiosa di ciò che è accaduto in Europa e in particolare in Italia durante la seconda guerra mondiale. Ho viaggiato in Calabria nel 1973 per stare con un giovane calabrese che avevo incontrato a Verona.

Ho trascorso dieci giorni con lui a Reggio Calabria prima di noi ci siamo ritrovati la via del ritorno a nord. In quel periodo ero immerso nella sua vita famiglia amorevole e incredibile – mi coccolati… Non solo era la nostra intimità qualcosa da ricordare per tutta la vita, dandomi una miniera di materiale per le mie poesie, ma non potrò mai dimenticare l’apertura di cuore del popolo calabrese.

Un giorno abbiamo preso un disco e si addentrano nella il Aspromonte – una catena montuosa bisettrice Calabria. Il mio amante mi ha parlato al suo popolo, insegnando me “Bella Ciao Ciao Ciao” – la canzone della Resistenza – migliaia di uomini e donne hanno perso la vita per liberare l’Italia dei nazisti. Ha scritto i testi per la canzone nel mio diario ed è un grande rammarico per me che il mio diario è stato perso in una delle mie mosse dal retro Minnesota a Colorado fine degli anni Settanta.

Quattro anni fa ho scritto un libro di memorie del mio / nostro viaggio, Nightfall in Verona, inviandola sul suo blog. Nel mezzo di questo processo, ho imparato qualcosa che mi ha devastato: che negli anni ’80 e ’90 la mafia calabrese – la ‘Ndrangheta – aveva letteralmente ri-occupato il sud, che circa 900 persone erano state uccise in un bagno di sangue , che il punto d’appoggio di queste persone senza scrupoli estesi alla corsa oppio nelle splendide acque costiere: la Costa Viola, lo Ionio e il Tirreno – e lo scarico dei rifiuti tossici in esso sui contratti, dice una storia , con i russi. Anche in anni Novanta i giudici anti-mafia sono stati freddati in pieno giorno.

Ho imparato che per un certo numero di anni gli abitanti dei villaggi squisiti schiera dovuto pagare “il pizzo” per i “dons” nelle loro comunità. Ho imparato termini come omerta’ – il codice del silenzio. Nelle parole degli italiani: Che vergogna – che vergogna!

Ero in preda al panico su ciò che era diventata la mia amante e ho cercato di trovarlo. Non devo ancora avere successo. Nel frattempo, ho collegato con circa sei persone in cui tutte le esperienze di vita in Calabria è molto diversa; una donna, uno scrittore e redattore ammiro molto per il suo coraggio in se stessa sradicare dalla sua vita americana, forgiare una vita per se stessa nella sua città ancestrale e si è offesa quando le ho chiesto se si sentiva al sicuro – lei blog sulle bellezze della Calabria, che mi ha confuso fino a quando ho capito che i giovani adulti che interagiscono con su Facebook ora non vuole essere identificato con o ricordato tutto questo squallore. Chi può biasimarli?

Ci sono delle eccezioni. Una Giuseppe Candido – il nome del mio amante ma certo un altro uomo gentile – io ho trovato, è un attivista con un blog affrontare le ingiustizie della sua regione compresa quella degli eventi sordidi che accadono con minor frequenza di adesso – e cioè delitti d’onore / omicidi di vario genere . Sr. Candido è ammirato da niente meno che Robert DiNiro e Al Pacino .. e io umilmente / affermare con orgoglio, un amico di Facebook.

Un’altra eccezione è stata la nascita di un movimento giovanile, Amazzatezzi Tutti (Kill Us All) che una campagna contro la ‘ndrangheta con manifestazioni e campagne di educazione. Non vi è alcun dubbio che questo attivismo ha attirato maggiore attenzione alla situazione del sud Italia e la Calabria in particolare, l’anno scorso l’Carabinieri fece un arresto di massa di presunti mafiosi che erano stati radicati nei villaggi, che operano sotto la copertura di varie imprese, per molti anni. Ma, come i funghi e il cancro, torneranno, e in effetti rimangono.

Quando ho afferrato l’intera situazione, a metà libro di memorie, ho scelto di completare il progetto senza esplorare lo stato delle cose, mentre io ero a Reggio e poi a Verona, Roma e Torino. Stavo raccontando la storia di un amore incarnato in un uomo giovane e il suo popolo – io sto con il mio ritratto della vita italiana, come ho sperimentato al tempo e cercato di rendere nella mia memoria.

Successivamente ho redatto un romanzo, La Rosa di Scilla / La Rosa di Scilla ” di cui non troppo improbabile negli anni settanta, in cui un giovane attivista statunitense e suo marito italiano assumere una spietata don ho chiamato “The Fly”–Il manoscritto è stato in agguato per la revisione.

Cambiamento politico paesaggi, ma il cuore della gente ricorda, piange e celebra. Quindi oggi, anche con fuori Berlusconi, molti italiani in tutta Italia ma soprattutto in Calabria stanno parlando tra di loro le realtà tristi della loro propria vita e quella altrui.

Il mio cuore sanguina. La Calabria è una regione che risale al periodo greco-romano e molti anni fa. I suoi abitanti hanno sopportato terremoti, guerre, povertà, paura immensa e delle disuguaglianze con il nord, ma sono forte, bella e fiera. Se potessi teletrasportarsi in qualsiasi parte del mondo sarebbe stato una piccola villa in una cittadina calabrese lungho mare – Vorrei andare con un computer portatile e solo un cambio di vestiti su un momento all’altro. Sto solo ora di finire due manoscritti di poesia il cui focus è molto l’Italia dando luogo a opera, “bei sogni” – bei sogni, del calibro del grande mezzosoprano Cecilia Bartolli e’ altri personi di musici e’arte- un amore consumata intergenerazionale della vita e della bellezza . Io ho scritto una specie di epica contemporanea sulla profanazione di questo paese meraviglioso – ma col tempo è andato avanti, sono tornato a opera lirica e’ poesia che celebra e’ canta da questa Bel Paese. Ciao alla prossima, bei amici miei. J

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